Libri

liutan“LIUTAN – il primo sciamano”.

Il nuovo romanzo di Ferdinando Tol jari. Un viaggio interstellare nel labirinto dello spazio, del tempo e dei sogni.
Acquaistalo su IBS
Feltrinelli
Amazon

 

 

 copertina libro“DOLAN HER – il tocco degli angeli”

Il primo romanzo di Ferdinando Tol jari.
acquistalo su: IBS
Feltrinelli
Amazon

 

 

Dolan Her – il tocco degli angeli di Ferdinando Tol jari è un romanzo che coinvolge totalmente il lettore già dall’inizio folgorante ai limiti del thriller psicologico. Il romanzo vive sempre una sorta di sospensione su ciò che si può immaginare perché non v’è certezza … ma stupore, alchimia, misticismo, rivelazione.
Ferdinando Tol jari costruisce una trama complessa ed enigmatica che il lettore deve svelare, pagina dopo pagina, in un continuo alternarsi di fluttuanti pensieri e visioni, tra conscio e inconscio, realtà e immaginifica costruzione mentale.
Il romanzo è percorso da una costante atmosfera onirica, alimentato da un incredibile forza narrativa che offre cambi di scena improvvisi, un invidiabile mosaico di personaggi con segrete sfumature e ricche di immagini che esaltano la capacità dell’autore di disegnare una sofisticata trama.
Gli stati d’animo sono pervasi da una costante inquietudine così come i ricorrenti sogni e incubi del protagonista e Ferdinando Tol jari mette in risalto la capacità di cogliere e sezionare i dettagli più profondi che ruotano intorno a una reale, o solo virtuale, umana scelta che conduce a un simbolico giorno del giudizio.
L’esito ultimo di una realizzazione interiore, con la presa d’atto di una nuova concezione del vivere che “va oltre le umane valutazioni”, accompagna la capacità di declinare le contraddizioni dell’esistenza contemporanea, offrendo a Ferdinando Tol jari la possibilità di penetrare con il proprio bisturi narrativo negli impulsi più segreti del “lato oscuro” che risiedono in ogni uomo.
Massimo Barile, critico letterario

Liutan
Il romanzo di Ferdinando Tol jari non rappresenta il solito modello letterario del libro di fantascienza nel quale la fantasia estrema corre libera con invenzioni paradossali e trame inverosimili, ma, al contrario, porta con sé una profonda riflessione filosofica sulla condizione futura del genere umano.
La “Filosofia” alla quale Ferdinando Tol jari fa riferimento riconduce alla necessità vitale di un “ritorno” alla dimensione naturale nella quale l’Uomo ha mosso i primi passi, come a sottolineare che diventerà indispensabile una totale fusione con la Natura stessa, una primordiale comunione con i suoi elementi, un ritorno alla “magia” dell’universo per “essere e sentirsi creature” che fanno parte di una visione cosmica.
La vicenda narrata, sempre coinvolgente ed affascinante, prende forma dalla mano sapiente di Ferdinando Tol jari, capace di costruire pazientemente una serie di sequenze cinematografiche che catturano il lettore fin dalle prime pagine, grazie ad una scrittura elettrizzante, direi magnetica.
Il lento processo di svelamento, alimentato dalla maestria narrativa che accompagna nel mondo sciamanico, dalla stupefacente visione immaginifica e dalla capacità di fascinazione, produce una costante penetrazione nella vicenda della trama, decisamente ben strutturata, costella da numerosi personaggi; avvolta da atmosfere fantascientifiche, in un futuro che è molto più vicino a noi di quanto pensiamo e, infine, spolverata da invenzioni e colpi di scena, che diventano il fertile humus sul quale viene giocata la sfida narrativa.
La visione critica più importante che emerge dal libro e diventa testimonianza narrativa, è proprio l’idea del ritorno ad una selvatica immersione nel mondo naturale e alla sua immensa energia universale. Le dinamiche celesti sono ricche di colpi di scena, proprio come il romanzo di Ferdinando Tol jari, capace di regalare una storia che può essere definita simbolica: il progresso tecnologico che diventa patrimonio solo di pochi “eletti”, che detengono il potere e le ricchezze, creano la “loro” verità che influenzano il destino del mondo, e ancor più, possono permettersi strumenti capaci di ottenere l’immortalità. Dopo la severa critica ai comportamenti del genere umano, Ferdinando Tol jari offre una speranza, illumina una possibile via di uscita da tale follia, propone un atto salvifico sciamanico rappresentato dal desiderio di un mutamento radicale della visione e della mentalità del genere umano.
 Massimo barile, critico letterario

Nota biografica autore

Ho iniziato a scrivere a sedici anni, a quel tempo ero attratto dalla letteratura fantasy Horror, per cui i miei primi lavori parlavano di zombie e vampiri. Inevitabilmente a quei tempi mi affascinava molto la letteratura gotica, restando conquistato da personaggi come “Dracula”, “Frankestein”, “Dorian Gray”, Jane Eyre, dottor Jekyll e Mr. Hyde, e il mio preferito in assoluto “Moby Dick” che lessi in una pubblicazione per ragazzi già a soli dieci anni. Successivamente, nei tempi moderni, sono rimasto piuttosto deluso nel vedere come questi personaggi siano stati spesso imitati ma mai eguagliati, provando una sorta di percezione che mi ha fatto credere che mai si sarebbe riusciti a creare altri personaggi tanto affascinanti e carismatici da divenire leggende. È stato così che ho iniziato a cercare di creare nuovi personaggi, sperando di riuscire, senza pretese tuttavia, a inventare qualcosa di nuovo. Succede però che i personaggi di un racconto, spesso, non vogliano lasciarsi inventare perché già esistono, e così un po’ alla volta emergono da soli, si manifestano e si esprimono esattamente per come sono.  Quando ho scritto Dolan Her e Liutan, infatti, lo spunto iniziale nel quale cercavo l’ispirazione per un nuovo personaggio, è svanito nello scorrere delle parole che quasi sembravano scriversi da sole dando origine, in effetti, non a un singolo protagonista, ma a una storia in cui ogni personaggio contribuiva a generare un’unica struttura che diveniva l’elemento stesso di un racconto nel quale il lettore potesse identificare qualcosa di sé e diventare a sua volta protagonista del racconto.  Influenzato dalle esperienze di vita che, essendo un curioso e un ricercatore indipendente, mi hanno condotto a esplorare il mondo dell’esoterismo, del simbolismo e del mistero fino a condurmi alle esperienze di sciamanesimo, suono vibrazionale e pratiche del sogno, il mio stile letterario, consigliato anche da amici e da esperti cui ho sottoposto i miei racconti, è andato via via migliorandosi nel tempo divenendo, a detta di alcuni, uno stile intrigante e coinvolgente in cui le atmosfere insolite e originali, le alternanze tra realtà oggettive e realtà oniriche e gli sbalzi tra voce narrante e voce protagonista, arriva effettivamente a condurre il lettore a immedesimarsi nei personaggi divenendo lui stesso parte del racconto …  In effetti, la mia principale motivazione nel proporre questi racconti, è che il lettore possa in qualche modo sentirsi protagonista e, lasciando come uno spazio aperto, si senta autorizzato a riscrivere non solo il finale che meglio si adatta alla sua percezione ma, volendo azzardare, l’intero racconto.
Tratto da un intervista durante la presentazione di “Liutan – il primo sciamano”

 

 

 

 

 

 

 

 

I commenti sono disattivati