Bagliori di pupilla

“Bagliori di Pupilla”

Altrove
Vi porterò… altrove. Raccontandovi di un mondo sospeso.
Vi porterò nelle ombre del sonno, dove ondeggia l’oscuro incanto,per narrarvi di uno spazio senza confini,
talmente vasto, da non poter essere compreso …
Vi dirò di un universo dove il pensiero, rapito da una tregua del tempo, viaggia smarrito…
Vi condurrò oltre l’istante che conduce al di là del confine, ad esplorare fuggenti territori,
mai vissuti, mai compresi, mai svelati…
Vi parlerò di una certezza che rende incerti e di ciò che, irreale, rivela realtà ignorate…
Vi guiderò al di là dell’illusione, mostrandovi fiumi che si innalzano e cieli che gocciolano.
Vi mostrerò montagne sommerse e laghi svettanti…
e vi confiderò di fuochi di ghiaccio e pietre vaporose.
Vi condurrò su navi che solcano mari d’erba,
e vi farò cavalcare destrieri  su prati d’acqua…
Vi comunicherò tutto ciò, vi renderò pionieri dell’incanto,
svelandovi i segreti dell’oblio…
Vi aprirò le porte, e vi darò le chiavi per condurvi allo scrigno di Morfeo.
Vi guiderò nell’universo della fantasia,
vi porterò in un nuovo mondo che vi appartiene…
…e si dirà, che non è vero…

Che cos’è il sogno? Se lo cerchiamo sul dizionario troveremo: attività psichica che ha luogo durante il sonno, caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri strutturati in una successioni di immagini non regolata dalla logica o dalle normali convenzioni. In altre parole: illusione.
Eppure, tutti, anche se solo in parte, ricordiamo e raccontiamo i nostri sogni. Anche questa è illusione? Forse, per comprendere, dovremmo cambiare la nostra domanda e non chiederci che cosa sia il sogno, ma piuttosto: “Quando è cominciato il sogno?”

…È stato molto tempo fa,
più di quanto la memoria possa comprendere.
Non so come sia avvenuto,
non so perché sia avvenuto…
Ricordo soltanto che osservando dall’alto,
vidi come uno specchio,
che rifletteva visioni attraenti,
incantevoli e affascinanti,
e sentii la necessità irresistibile di unirmi a loro…
Fui come sedotta, stregata, avvinta,
e incapace di resistere a quell’attrazione,
discesi nel mondo ammaliatore.
Lo insegui, lo cercai, e continuamente lo bramai…
Ma di quella sublime visione,
mi restò solo un vago ricordo,
e ancora il desiderio di esso,
mi spinge a cercare ciò che più non vedo.
Ovunque esplorai,
ogni luogo perlustrai, esaminai e scrutai…
Ma di quanto lo specchio mi aveva mostrato,
non rimase che una mera illusione,
come un inganno che un tempo mi rubò l’ignaro destino,
e alla sorte consegnò la mia anima in catene,
e che adesso confonde la mia mente nel mistero più assoluto…
Di dove io vengo,
non ho più cognizione,
di dove io vado,
non ho conoscenza.
Mi resta soltanto l’angoscia per un luogo lasciato,
ed un altro perduto,
e per questo inganno, raggiro, insidio ed illudo la mente di chi,
riflettendo nello specchio un immagine che mi appartiene,
cerca di sfuggire all’allucinazione di un sogno fasullo…

Diceva Socrate: l’uomo è mortale, Socrate è mortale, perciò Socrate è un uomo. Si dice sillogismo, ovvero, l’argomentazione logica mediante la quale, da due premesse, si deduce una conclusione razionale. Ma allora, l’uomo è reale, l’uomo sogna, per cui il sogno… è reale?
E se il sogno è reale, che cos’è l’illusione?

Chuang-tse si pose, un tempo, una domanda. Egli diceva: “Questa notte ho sognato di essere una farfalla: ora, sono l’uomo che ha sognato di essere una farfalla, o sono la farfalla che sogna di essere uomo?”
In che modo è possibile distinguere la realtà dal sogno se, come da sillogismo, il sogno è realtà. Potremmo noi, essere sognati? E se così fosse: “chi è il sognatore che ci sta sognando?”

È logico, forse,
quel riflesso di stella nel mare…
lanterne di fuoco luminoso che inverte l’ordine evidente…
l’alto è nel basso, il fuoco nell’acqua…
quale utopico inganno è mai questo?
Duplice come un licantropo,
si svela l’errore del sogno…
Ora che sogno… son copro o miraggio?
L’oasi di questo mio dubbio,
verso quale seducente irrealtà mi conduce…
Quel desiderio di volo,
profezia del rischio al presagio di Icaro,
nascondeva virtù fragili, come neve sciolta nel mare…
Contrario a tale visione, era l’istinto imperatore,
che celava la fuggevole insidia di una folle rivelazione…
per volare, essa affermava, non servono ali di cera…
soltanto, sconvolgi lo sguardo…

Siamo noi a dare vita al sogno o magari… è il sogno che da vita a noi? È certo che il sogno non vive senza un sognatore. E il sognatore, potrebbe vivere senza qualcosa da sognare?
È giusto quindi considerare il sogno un insidia, poiché il sogno ci rende dubbiosi, incerti, confusi. È giusto consideralo temibile, poiché rischia di renderci: “Irreali”. È giusto averne timore, come si teme tutto ciò che non conosciamo… ma, se considerassimo il fatto che se il sogno non vive senza un sognatore, e che noi siamo i sognatori, e prendessimo in considerazione che il sognare ci rende parte stessa del sogno, forse comprenderemmo che non esistono un sogno e un sognatore distinti, ma solo un sogno sognato da chi sogna in un unico sodalizio. In altre parole: sogno e sognatore esistono come un’unica realtà… ma, se accettiamo di non sapere che cosa sia il sogno, è come ammettere di non conoscere noi stessi.

Ci siamo smarriti
oltre i confini senza limiti della mente,
seguendo le rotte di una notte dalle ali nere.
  Ci siamo persi, come cumuli di fredda cenere in un soffio di vento dove la memoria disperde ricordi di un tempo in cui le stelle erano visioni da osservare,
e non osservatrici di visioni.
  Abbiamo dimenticato quando il lampo era così veloce,
che pure il pensiero sembrava più lento,
quando la luce non era ferma, e tutto questo silenzio,
in cui solo la mente ascolta, non esisteva…
  Ci siamo allontanati da quei singoli splendori che paiono folgori nell’universo,
e che a volte danno un immaginario ed insostenibile senso di meraviglia,
sfuggevoli come bagliori che per pochi istanti confondono la mente,
ingannandola a quell’abbandono che per secoli lunghi secondi,
appagano un lieve pensiero di libertà…
  Abbiamo ceduto alla tentazione di un miraggio in cui,
l’ispirazione si abbandona all’oblio dove,
l’apparizione di un riflesso lunare… eclissa i bagliori…

…è così, dunque: “Non è vero”. Il sogno è altrove, mentre noi siamo qui.
Ce lo dice il tempo, che scorre indifferente, ce lo conferma la realtà, visibile ed evidente.
Ce lo dimostra la memoria, che non ricorda tempi diversi, e dimentica in fretta le illusioni.
Il sogno, è solo utopia, illusione… un figlio di Morfeo, che si è perso in uno spazio confuso, un impostore che si definisce ispiratore, accompagnatore, guida in un territorio ignoto.
Pioniere dell’inganno, mercante d’illusioni, ladro d’intelletto che offre solo dissennatezza …
Eppure a volte… è attraente, e arrendersi al suo inganno, è una piacevole follia…

Seducente,
ondeggia nella notte l’oscuro incanto.
Rapito da una tregua del tempo,
il pensiero pioniere,
viaggia sospeso nell’ombra del sonno,
a esplorare fuggenti territori,
mai vissuti, mai compresi, mai svelati…
Solo l’istante di un sortilegio,
per un breve inafferrabile attimo,
conduce una provvisoria comprensione…
poi, l’ammaliante segreto s’arrende all’ordine di un custode,
e nello scrigno di Morfeo,
torna il suo arcano.

Feredinando Tol jari

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