il guerriero interiore

In uno degli episodi della serie “Guerre Stellari”, quando il cavaliere Jedi Luke Skywalker incontra il maestro Joda, si presenta dicendo che suo padre era un grande guerriero, e il maestro risponde dicendo : “Guerra, nessuno grande fa”. Eloquentemente il maestro sottolinea che la guerra è solo un atto di distruzione e che, successivamente, anche chi è al servizio della guerra diventa uno strumento di distruzione.
Questo perché la mente umana ha tendenza a proiettare tutto verso l’esterno e ogni forma di conflitto diviene quindi, inevitabilmente, una forma di distruzione. Fisicamente l’essere umano concepisce la battaglia come una sorta di annientamento dove l’avversario deve essere necessariamente sconfitto, sottomesso o abbattuto, e poco conta se per conseguire il risultato si deve distruggere, oltre che all’avversario, anche l’ambiente in cui si trova. Ma allora, che senso ha essere un guerriero se, per quanto nobili siano le intenzioni, tutto ciò che il guerriero produce è distruzione? Abbattere un nemico è davvero una vittoria? La guerra è davvero necessaria? E perché il guerriero è spesso onorato e portato in gloria se in definitiva altro non ha fatto che portare distruzione?
Tutto ciò avviene perché, come già espresso, l’uomo tende a proiettare tutto sempre verso l’esterno. Per l’uomo ogni causa ha un suo effetto in qualcosa che sta al di fuori di se stesso e non contemplando che ogni cosa esterna riflette un simbolo interno, egli diventa un guerriero distruttore. Ma cosa succede quando la proiezione si trasporta interiormente? Cosa succede quando scopriamo che in ognuno di noi vi è un guerriero che sta in attesa di combattere le giuste battaglie?
È in quel momento che il guerriero diviene il perfetto soldato e che la battaglia diviene fonte di costruzione anziché distruzione. Il guerriero interiore risvegliato, scopre un campo di battaglia diverso da tutti quelli che su cui ha combattuto fino a ora. Il nemico non è più un avversario conosciuto fisicamente e il conflitto non si combatte con armi di distruzione. L’avversario del guerriero è il guerriero stesso, nella sua forma riflessa in cui egli si riconosce in forma di paura, vergogna, colpa, arroganza, falsità, confusione e tutte le forme in cui la nobiltà del guerriero è aggredita, rovinata, corrosa e consumata. In quel momento il guerriero riconosce il suo vero avversario e l’unica battaglia degna di essere combattuta, l’unica guerra che può realizzare la meraviglia dell’Universo interiore, l’unica guerra costruttiva e proficua.
… La battaglia più grande del guerriero interiore, il primo grande conflitto, è quello che consiste nel suo stesso risveglio …
Ferdinando Tol jari

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