strade consolari romane

Molti di essi sopravvivono intatti e sono considerati ancora oggi un modello di ingegneria idraulica. [11], Le prime vie pavimentate vennero realizzate nell'area urbana di Roma e poi questa tecnica fu estesa gradualmente a tutte le vie di grande traffico, per garantirne la capacità di resistere all’usura e al peso dei veicoli, evitando sconnessure e cedimenti. William Smith, William Wayte, G. E. Marindin, Atlante Storico Topografico del Comune di Grosseto, La moderna parola "miglio" deriva dal latino, Silvano Pirotta, "Le vie romane nella provincia di Milano: dagli antichi miliari stradali ai toponimi numerali delle località moderne", in "Storia in Martesana", n. 8-2014, su casadellaculturamelzo.it, Silvano Pirotta, "Le vie romane nella provincia di Milano: le cascine Pilastro e le chiese campestri del Pilastrello"], in "Storia in Martesana", n. 7-2013, su casadellaculturamelzo.it, Non rientra in questa tipologia di toponimi numerali il nome del comune di, Il sistema stradale di età romana: genesi ed evoluzione. [3], Nel corso dei secoli il tracciato delle strade ha subito diverse modifiche, con variazioni di percorso e prolungamenti. [5] Il tragitto tra una città e l'altra era organizzato in stazioni di cambio dei cavalli chiamate statio posita da cui derivò il nome stazione di posta. Quando Roma iniziò la sua opera di conquista e di unificazione dell'Italia le vie di comunicazione esistenti erano ancora i modesti percorsi seguiti dal commercio e dalla pastorizia, resi difficoltosi dalla natura accidentata del terreno, che non favoriva la coesione territoriale tra i vari popoli che abitavano la penisola, ed anzi accentuavano le rivalità politiche e commerciali fra le varie città. Le principali strade consolari in Italia sono dieci: Aurelia, Cassia, Flaminia, Salaria, Tiburtina, Casilina, Appia, Emilia, Postumia, Capua-Regium, Nomentana e Prenestina. dagli antichi romani, infatti, ereditiamo quelle che ancora oggi sono funzionali dorsali di collegamento urbano meglio conosciute come strade consolari. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Via Salaria; 7. Fioriva la Repubblica. La Cosmografia ravennate risale al VII secolo, ma riprende materiale di epoche precedenti. Via Flaminia; 6. Una legione in marcia non aveva bisogno di punti di sosta, perché portava con sé un intero convoglio di bagagli (impedimenta) e costruiva ogni sera il proprio campo (castrum) a lato della strada. La più antica tra le grandi vie di comunicazione, le "viae publicae" fu la Via Appia, iniziata nel 312 a.C. da Appio Claudio Cieco per aprire la strada verso la Magna Grecia nel contesto delle guerre sannitiche. Di seguito un elenco parziale di toponimi numerali italiani: Sulle strade extraurbane i Romani usavano diversi tipi di veicoli: per il trasporto di merci l'utilizzo dei carri era generalizzato; il carro più diffuso era detto plaustrum o plostrum. 1 - Appio il cieco. 6 - Le strade si allungano. Metodologie d’intervento per le antiche pavimentazioni stradali, Strade romane su www.sicurezza.sina.co.it, Educazione alla mobilità. Qui si poteva usufruire anche dei servizi di stallieri, maniscalchi ed equarii medici, cioè veterinari specializzati nella cura dei cavalli e officine per la manutenzione dei carri, oltre che il rifornimento di viveri.[1][8][15]. Via Cassia; 5. Per dare ordine e maggiori spiegazioni, i romani disegnavano dei diagrammi di linee parallele che mostravano le ramificazioni delle strade, anche se non potevano essere considerati mappe, perché mostravano solo l'andamento e le interconnessioni delle strade, ma non le forme del terreno. [16], Tra due mansiones sorgevano diverse mutationes, stazioni per il cambio di cavalli, muli e buoi. La Via Flaminia è la strada consolare romana che collega Roma a Rimini e che oggi nel tratto Roma-Fano … Nel caso di grandi masse rocciose che ostruivano il cammino, dirupi, terreni montuosi o collinari si ricorreva spesso a sbancamenti e gallerie, interamente scavate a mano. Le principali strade consolari in Italia sono sette. Numerose strade moderne seguono tuttora il tracciato di antiche strade consolari romane anche in Svizzera, Germania, Francia, Spagna, Grecia, Africa settentrionale e Vicino Oriente. Aurelia [11], Dopo che i progettisti avevano stabilito dove in linea di massima avrebbe dovuto passare la strada, i mensores con accurate misurazioni individuavano il punto preciso per la costruzione, collocando dei pali lungo una linea chiamata rigor e, avvalendosi della groma, strumento usato per tracciare angoli retti, definivano con precisione la griglia del piano stradale. le strade consolari sono la dimostrazione tangibile della grandezza di roma ed in particolare dell’antica civiltà romana. Le strade consolari sono le vie di comunicazione dell' Impero romano fatte costruire per volere dei consoli, sia per scopi militari che per ragioni economiche. Dato che queste strade arrivavano tutte a Roma (in realtà Roma era il punto di partenza per il calcolo delle distanze), nacque il detto che tutte le strade portano a Roma. Risalgono al tempo degli antichi romani, ma alcune furono costruite su tracciati ancora più antichi, di epoca etrusca. La Via Appia collega Roma con Brindisi, l’Aurelia arriva a Luni (una località in provincia di La Spezia in Liguria), la Casilina arriva a Santa Maria Capua Vetere, la Cassia giunge fino a Massa, la Flaminia arriva a Rimini, la Salaria porta fino a Sa… [1], Accanto alla rete delle viae publicae esistevano numerose strade di interesse regionale, le viae vicinalis o viae rusticae, che collegavano gli insediamenti minori ("vici") tra loro o con le vie principali, la cui manutenzione era a carico delle amministrazioni locali, ed infine le viae privatae, di interesse locale e manutenute a spese delle comunità o dei singoli cittadini che le utilizzavano. Benché il tracciato delle principali strade sia noto, in molti casi esistono tra gli studiosi disparità di opinioni per la mancanza di evidenze archeologiche dovute all'interramento nel tempo della sede stradale o al contrario all'asportazione dei tratti sopraelevati o ancora perché le strutture sono state distrutte dall'espansione urbanistica delle città. Numerosi gli esempi di tagli nei monti per rendere più agevole il valico, come la Montagna Spaccata lungo la via da Pozzuoli a Capua, in Campania. Un approccio trasversale alla didattica della sicurezza e alla mobilità sostenibile, Convergenza: la convergenza nelle telecomunicazioni e il diritto d'autore nella società dell'informazione, Factorum et dictorum memorabilium libri IX, Alto Adige - Val Pusteria e Val Venosta: un oriente e un occidente a confronto, "Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia", "Opere di assetto territoriale ed urbano", "Le ville romane della X Regio (Venetia et Histria): catalogo e carta archeologica dell'insediamento romano nel territorio, dall'età repubblicana al tardo impero", "Il territorio di Vercellae in età romana: studio e ricostruzione di una città d'acque", SIUSA - Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche, "Trade, Transport and Society in the Ancient World", I fuggiaschi di Ercolano: paleobiologia delle vittime dell'eruzione vesuviana del 79, L'indagine sulle strade romane del Friuli: dal Cinquecento ai nostri giorni, Roma contro Roma: L'anno dei quattro imperatori e le due battaglie di Bedriacum, S. Giulia di Brescia: gli scavi dal 1980 al 1992. [3] Veniva tirata da una muta di buoi, muli o cavalli, e poteva essere coperta con un telo in caso di cattivo tempo. La Tabula Peutingeriana è una copia medioevale in pergamena di una mappa romana che mostra le vie militari dell'impero. Nel I secolo, sull'Appia, per evitare il faticoso valico dell'arce di Terracina, venne tagliata la rupe di Pisco Montano aprendo una via più comoda verso la piana di Fondi. Ogni lato aveva uno sportello per entrare. Un viaggiatore a piedi percorreva circa 20 miglia al giorno, una staffetta di corrieri governativi a cavallo poteva coprire una distanza di 50 miglia, ma in casi eccezionali poteva percorrere anche 80-100 miglia in un giorno. Con il nome di vie (viae in latino) venivano indicate le strade extraurbane. L'asse anteriore poteva ruotare su un perno per affrontare le curve. Nonostante i resti di strade romane siano numerosi, solo poche e frammentarie fonti antiche ne descrivono le tecniche costruttive. La rete viaria romana è qualcosa che sbalordisce ancora oggi: si calcola che nel periodo di massimo sviluppo erano percorribili – in Europa, Asia e Africa – circa centomila chilometri di strade costruite, controllate e curate dalle istituzioni di Roma. Tante curiosità sulla costruzione delle strade romane in Italia: un'opera immane realizzata secoli fa che ha ancora un impatto sui viaggiatori di oggi L'Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti (Itinerario antonino) risale all'inizio del III secolo. Le strade dei Romani, le “consolari”, sono considerate tra le realizzazioni più gloriose e durature di Roma Antica. Nel caso delle strade più antiche, la denominazione era data dal loro utilizzo prevalente: la via Salaria ad esempio è così chiamata perché vi si trasportava il sale. La parola più votata ha [11], A questo punto iniziava l'opera di costruzione vera e propria, tracciando dapprima con un aratro due solchi paralleli per delimitare la carreggiata, nei quali erano collocate delle pietre poste in verticale per contenere la massicciata. Fu stampato per la prima volta nel 1521 e riporta un elenco delle stazioni e delle distanze tra le località poste sulle diverse strade dell'Impero. Cap. Archeologia del territorio cesenate e valutazione dei depositi", "Via Sarsinate - Da Cesena a Sarsina lungo la valle del Savio, "Annali dell'instituto di corrispondenza archeologica", "Analisi storico-topografica-antiquaria della carte de' dintorni di Roma", http://www.terradabruzzo.com/storia/strade_romane.php, http://www.treccani.it/enciclopedia/via-valeria_%28Enciclopedia-Italiana%29/, Lucania federiciana: la via Herculea e l'area del Vulture, "Il cippo miliare romano di Sant’Onofrio: La via Appia-Popilia del territorio di Valentia", su www.lavocedisantonofrio.it, "Il declino della Via Traiana dai fasti dell'antichità all'abbandono", Un'antica via a nord-est. Non di tutte le strade è conosciuta la denominazione con cui erano identificate in epoca romana; in questi casi gli storici utilizzano denominazioni convenzionali, generalmente con i nomi latini delle città di inizio e fine del percorso (ad esempio la strada da Milano a Pavia è chiamata "via Mediolanum-Ticinum"). Sito su Roma con informazioni sulle strade del centro storico e dei monumenti presenti, Principali strade romane in epoca imperiale, Strade romane Londra-Inghilterra orientale, Riflessi di Roma: impero romano e barbari del Baltico: Milano, AltriMusei a Porta Romana, A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, The American Heritage Dictionary of Indo-European Roots, Renovatio pavimentorum. Costantino lo chiamò Umbilicus Romae (ombelico di Roma). L’antica Etruria romana, la VII regio secondo la compartimentazione di età augustea, era percorsa da un reticolo di strade assai importanti che garantivano il collegamento con i territori a nord di Roma, con le Gallie, con il mare Adriatico fino ai porti di Spina e Ravenna, con la via Aemilia e con la Liguria. Inoltre, a differenza delle strade realizzate in precedenza, quelle romane non erano riservate al servizio dei sovrani per i loro viaggi o per lo spostamento degli eserciti e neanche per scopi commerciali: le strade romane erano pubbliche, aperte a tutti, senza esclusioni o privilegi, libere da pedaggi. Tutte le soluzioni per "Strade Consolari Romane" per cruciverba e parole crociate. dalla Spagna alla Mesopotamia, al Caucaso, alla Germania e alla Britannia. I tabellarii portavano un caratteristico cappello in pelle a larghe tese, chiamato petasus per ripararsi dal sole e dalla pioggia. Racchiusa dalle mura Serviane, cominciava a dominare sull'Italia. I più importanti, riservati ai funzionari pubblici, erano le mansiones; situate lungo le vie principali a circa una giornata di viaggio, permettevano ai viaggiatori di fermarsi e pernottare. In funzione di questo servizio venne organizzata una rete capillare di stazioni di posta. 1 Schema costruttivo delle strade Fino a quel momento i romani si erano accontentati dell'acqua del Tevere e di quella piovana. [8], Mentre le "viae publicae" erano generalmente lastricate (viae silice statae), le strade secondarie potevano essere pavimentate o meno, ad esempio con solo uno strato di ghiaia o sassi: in questo caso venivano chiamate viae glareatae. Via Casilina; 4. "I Romani posero ogni cura in tre cose soprattutto, che furono dai Greci neglette, cioè nell'aprire ... con le autostrade, perché tornino a realizzarsi concezioni simili a quelle romane. Inizialmente i corrieri erano militari, più tardi vennero sostituiti da liberti e anche da schiavi.

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